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(MilanoToday.it) Ambiente, si accende la querelle sui dati Ecopass
- 30/08/2010
Ambiente, si accende la querelle sui dati Ecopass
Diffusi sabato dal Comune i dati sull'inquinamento in città, "non più multabile dalla UE". Ma Legambiente e il comitato Milansimuove non ci stanno: "Dati troppo strabilianti, abbiamo già sforato"


L'aria di Milano non si può multare a Bruxelles, perchè nei primi sette mesi dell'anno i valori delle Pm10 sono rimasti entro i 40 microgrammi. È quanto ha annunciato sabato l'Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio, pubblicando i dati Ecopass di Palazzo Marino.

Un traguardo "pulito" quello di Milano, se si tiene conto dei dati 2009 e 2002: 44 erano stati i microgrammi registrati l'anno scorso e 58 quelli di otto anni fa. Per il direttore dell'agenzia Bruno Villavecchia, il merito di questo abbassamento della soglia di inquinamento non sarebbe delle favorevoli condizioni meteo, ma delle "politiche antismog come il blocco delle auto non catalitiche ed euro 1 e 2 diesel per 12 ore al giorno nei mesi freddi decisa dalla Regione e soprattutto da Ecopass". La tassa d'ingresso, dal primo giugno scorso, è stata estesa anche ai diesel senza filtro anti-particolato.

Ma Legambiente e il comitato Milanosimuove non hanno gridato al miracolo dell'aria pulita: "Milano ha superato il livello di allarme dei 50 microgrammi di Pm10 già cinquanta giorni dall'inizio dell'anno e il limite fissato dall'Unione Europea è di 35", ha detto Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia. I parametri imposti dall'Unione Europea, dunque, sarebbero stati già "ampiamente sforati". "I parametri di Bruxelles sono due - ha ricordato Di Simine - uno sono i giorni di superamento, già ampiamente sforati, l'altro il dato medio che però non va fatto a fine estate ma a fine anno".

Sul fronte Ecopass torna a battere anche il comitato Milanosimuove che sta raccogliendo le firme per indire un referendum sulla tariffa d'accesso al centro storico. "Noi non siamo per togliere Ecopass - ha detto Marco Cappato (Verdi) uno dei membri del comitato - ma per cambiarlo in una tariffa che promuove i mezzi alternativi".

E su questo si trova d'accordo anche Legambiente: "Se le emissioni delle auto scendono da 10 a 8 ma il traffico aumenta del 20% - ha aggiunto - non ci sono benefici". Cambiare macchina, dunque, non è l'unico passo verso una Milano più pulita.


(OmniMilano.it) Stretta sugli alloggi affittati a clandestini De Corato: a settembre prime confische
- 20/08/2010
Stretta sugli alloggi affittati a clandestini De Corato: a settembre prime confische

(OMNIMILANO) Milano, 20 ago - "Solo per via Padova salgono a 44 le richieste di sequestro di alloggi locati a irregolari inoltrate dalla Polizia Locale alla Magistratura. E grazie al procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e al sostituto procuratore Maria Letizia Mannella è stato elaborato un protocollo operativo che consentirà di operare meglio in materia di confische. Il che ci fa ritenere che a settembre potrebbero scattare i primi sigilli di alloggi affittati a clandestini". A spiegarlo il vicesindaco Riccardo De Corato che oggi ha dato notizia di un nuovo alloggio dormitorio per clandestini, 30 mq in cui vivevano cinque persone, scoperto in via Padova. "Come dimostrano i dati e i continui ringraziamenti che ricevo da residenti e commercianti della zona. - aggiunge De Corato - la Polizia Locale sta svolgendo un'importante azione di sicurezza e prevenzione. Solo nell'area di via Padova sono 265 gli appartamenti sottoposti a controllo, 641 le persone identificate complessivamente, 174 le denunce e 12 gli arresti, 54 gli alloggi segnalati all'Asl, 101 all'Ufficio Igiene, 5 quelli dichiarati inagibili, 14 gli impianti a gas pericolosi sequestrati. Nel quartiere sono state depositate finora 1.325 schede autocertificative (682 da proprietari, 643 da affittuari). E sono 51 i contesti per violazione all'ordinanza".


(laProvinciaPavese.it) I detenuti cercano un lavoro / Il progetto radicale del garante per i diritti dei carcerati
Due articoli su La Provincia Pavese - 17/08/2010
I detenuti cercano un lavoro. L'appello per aiutarli
la Provincia Pavese — 17 agosto 2010 pagina 01 sezione: PRIMA

Sempre poco il personale Va avanti il cantiere per l’ampliamento PAVIA. Il miraggio del lavoro, inseguito dentro una cella di pochi metri quadrati. Sono tanti i detenuti di Torre del Gallo che potrebbero godere dei benefici concessi dalla legge Smuraglia per svolgere un’attività fuori dalla cella. Ma quel che manca è proprio l’offerta di lavoro. «Troppe imprese non sanno che assumendo detenuti o ex detenuti possono ottenere sgravi fiscali anche consistenti». Beppe Muscia, giovane militante radicale, faceva parte della delegazione che ieri mattina è entrata nel carcere di Torre del Gallo per una visita. Con lui il consigliere regionale del Pd Giuseppe Villani e il segretario cittadino Antonio Ricci.
... continua dalla prima ...
PAVIA. Il miraggio del lavoro, inseguito dentro una cella di pochi metri quadrati. Sono tanti i detenuti di Torre del Gallo che potrebbero godere dei benefici concessi dalla legge per svolgere un’attività part-time fuori dalla cella. Ma quel che manca è proprio l’offerta di lavoro. «Troppe imprese non sanno che assumendo detenuti o ex detenuti che hanno da poco concluso il loro regime carcerario è possibile ottenere sgravi fiscali anche consistenti. La legge Smuraglia che prevede queste opportunità è ancora troppo poco conosciuta. E poi bisogna superare il pregiudizio». Beppe Muscia, giovane militante radicale, faceva parte della delegazione che ieri mattina è entrata nel carcere di Torre del Gallo per una visita. Quella organizzata dai radicali per Ferragosto in tutta Italia, ma che a Pavia si è svolta con un giorno di ritardo. Con lui il consigliere regionale del Pd Giuseppe Villani e il segretario cittadino del Pd Antonio Ricci, accompagnati nella visita dal comandante della polizia penitenziaria Salvatore Giaconia, delegato dalla direttrice Iolanda Vitale. «Un’esperienza non facile ma anche molto positiva - commenta Ricci -. Abbiamo incontrato molti detenuti e abbiamo percepito come per loro anche una visita rappresenti una bocca d’ossigeno, spezzi la monotonia». Giorni che scorrono tutti uguali, dovendo fare però i conti con la fatica quotidiana dovuta al sovraffollamento. Molte celle da due sono ormai abitate da tre persone e non c’è quasi lo spazio fisico per muoversi. La popolazione carceraria di Pavia dovrebbe fermarsi a 244 unità, ma supera le 450. Quasi il doppio. A questo si aggiunge una carenza cronica di personale addetto alla sorveglianza. Una situazione esplosiva. E le proteste, anche rumorose”, non sono mancate. «Tutti questi problemi enormi vengono affrontati con grande professionalità dal personale, in particolare dagli agenti della polizia penitenziaria - commenta Villani -. Gente che lavora veramente con impegno e cerca di far fronte all’emergenza. Lavoratori colpiti a loro volta, ad esempio per quanto riguarda i turni e gli straordinari, dalle ristrettezze di ordine finanziario in cui versa l’amministrazione della Giustizia». Tanti i suggerimenti dei detenuti ai visitatori. «Ci sono temi da portare avanti - dice Villani -. Dalla depenalizzazione della giustizia per i reati minori, al sostegno dell’edilizia carceraria e sopprattutto delle piante organiche che vanno modificate e potenziate». Anche Torre del Gallo crescerà: il canitere per costruire una nuova ala - che dovrebbe ospitare secondo le previsioni altri 300 detenuti - è già aperto. Ma il personale in dotazione era già era insufficiente nel 2001. Maria Grazia Piccaluga

la Provincia Pavese — 17 agosto 2010 pagina 16 sezione: CRONACA

Il progetto radicale del garante per i diritti dei carcerati


PAVIA. I Radicali avanzano una proposta: la nomina di un garante per i diritti dei detenuti. A MIlano e in altre città italiane è una realtà già consolidata. «E’ una figura di raccordo tra l’amministrazione penitenziaria, i detenuti e il mondo esterno» dice Beppe Muscia. Il progetto è in cantiere anche a Pavia e potrebbe prendere corpo al termine dell’estate. «Nei prossimi giorni visiterò anche il carcere di Vigevano - dice il consigliere regionale del Pd Giuseppe Villani -. L’intenzione è quella di non limitarsi a giornate periodiche e simboliche ma di creare un progetto continuativo che mantenga sempre desta l’attenzione sulla realtà carceraria. Bisogna fare in modo che il carcere sia più vicino alla società ma anche viceversa, far conoscere questo mondo ai giovani. E poi gratificare il mondo del volontariato». Quello del lavoro è uno dei temi. Il Convoglio, la cooperativa legata alla Caritas, ci ha provato con la creazione di un laboratorio di panificazione interno e con un forno esterno (con alloggio) a Fossarmato per chi esce a fine pena. Ma servono altre proposte e committenti. (m.g.p.)


(Corriere.it) Firmata l'ordinanza per corso Lodi. Moratti: «Non sempre si riesce ad accontentare tutti»
- 16/08/2010
Firmata l'ordinanza per corso Lodi
Moratti: «Non sempre si riesce ad accontentare tutti»


MILANO- I commercianti hanno bocciato il coprifuoco? «Non sempre si riesce ad accontentare tutti». Letizia Moratti ha firmato l'ordinanza antidegrado per corso Lodi. Il provvedimento, già in vigore n via Padova, in via Sarpi e al Corvetto, sarà esecutivo da mercoledì 18 agosto. Lo ha annunciato il sindaco, a margine del pranzo con gli anziani all'Hotel Marriott per festeggiare il Ferragosto. Ma il coprifuoco è già stato contestato dalle associazioni di categoria.

LA RISPOSTA- «N on sempre si riesce ad accontentare tutti. Quando si lavora per il bene comune c’è sempre un bene prevalente rispetto a interessi che possono essere legittimi, ma di parte. In questo caso, l’integrazione dell’ordinanza nasce da una visita che ho fatto personalmente settimana scorsa al Corvetto. Sono stati i residenti a chiederla. E in qualità di sindaco, ho privilegiato i residenti», ha detto Letizia Moratti a proposito delle perplessità sull’ordinanza sollevate nei giorni scorsi dagli esercenti di Epam. «C’è una legge che si chiama ’legge Bersani’ e finché abbiamo questa legge non possiamo intervenire sulla liberalizzazione del commercio, abbiamo le mani legate», ha aggiunto il sindaco a proposito della questione relativa alla concentrazione di determinati esercizi pubblici, come kebaberie e phone center, rilavata sempre da Epam. «Stiamo cercando di lavorare con la Regione per vedere se in qualche modo si può, attraverso una legge regionale, mettere a punto delle misure che riguardino i negozi di vicinato, le botteghe storiche, però non può essere una legge che va contro una legge nazionale. Se vogliamo che ci siano più negozi di vicinato, una regolamentazione diversa da quella attuale, l’unica è cambiare la legge nazionale. Noi ovviamente lavoriamo per fare la nostra parte che è quella di controllare questi esercizi, in modo particolare i phone center, gli internet point, le kebaberie - ha concluso - lo facciamo lì dove c’è una concentrazione di questi esercizi con le ordinanze, che hanno anche questo scopo».

Redazione online
16 agosto 2010


(Corriere.it) Via Corelli, nuova protesta sul tetto del Cie
- 16/08/2010
Via Corelli, nuova protesta sul tetto del Cie
Bloccato tentativo di fuga: 11 contusi e 18 denunciati


MILANO- Un cittadino algerino fuggito, 18 denunciati e 11 contusi, tra cui 6 agenti del Reparto mobile e 5 cittadini nordafricani che hanno riportato leggere ferite agli arti inferiori: questo il bilancio di una nuova protesta e di un tentativo di fuga inscenato intorno all’1:30 di questa mattina all’interno del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di via Corelli.

GLI SCONTRI- Intorno all’1.30, 17 nordafricani e una transessuale sono saliti sui tetti del Centro, dopo aver lievemente danneggiato i tre diversi settori in cui erano rispettivamente trattenuti. Secondo quanto riferisce la Questura meneghina, a quel punto è scattato l’intervento di "contenimento" degli agenti deputati al controllo del Cie che hanno bloccato il tentativo di fuga e riportato la situazione alla normalità intorno alle 2.15. I 17 "rivoltosi" e il fuggiasco sono stati denunciati per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Gli immigrati sono stati portati in ospedale con leggere ferite alle gambe che si sono presumibilmente provocati saltando dai tetti. Il 18 luglio scorso, in un’identica protesta, erano fuggiti dal Cie milanese altri tre immigrati.

Redazione online
16 agosto 2010


(MilanoToday.it) Moschea a Milano, Salvini (LN): "Non c'è nè l'urgenza nè lo spazio"
- 16/08/2010
Moschea a Milano, Salvini (LN): "Non c'è nè l'urgenza nè lo spazio"
"A Milano non c'é l'urgenza di costruire una moschea e nemmeno lo spazio", afferma Salvini (LN). Aggiunge Formigoni: "Il tendone è il massimo disponibile"


"A Milano non c'é l'urgenza di costruire una moschea e non c'é nemmeno lo spazio". Lo ha affermato Matteo Salvini, capogruppo della Lega in Comune a Milano, dal "fortino" del Carroccio a Ponte di Legno, ribadendo un concetto espresso più volte dalla Lega. "Il tendone - ha spiegato replicando al presidente della Regione Roberto Formigoni che ha proposto una due giorni di confronto sul tema - è il massimo che si può dare".

"LO SPAZIO NON C'E'" - "E' vero che la cosa va risolta", ha ammesso Salvini, ma la sua ricetta é quella di "sgomberare" i luoghi di culto abusivi ricordando che per delle moschee "a Milano lo spazio non c'é". D'accordo con la proposta del vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Gibelli, secondo il quale prima di dare il via libera a un luogo islamico deve essere fatto un referendum, Salvini ha aggiunto: "La questione non è urgente per i milanesi. Se gli islamici vogliono pregare possono farlo in casa loro".


(Repubblica.it) Stop a kebab e Internet point il commercio cambia le regole
- 16/08/2010
Stop a kebab e Internet point il commercio cambia le regole
Comune di Milano e Regione Lombardia studiano un nuovo piano: giro di vite su igiene e proprietà

di ILARIA CARRA

Un piano del commercio per fissare regole severe, che impediscano il proliferare di negozi etnici, di Internet point, ma anche di bar e locali della movida. È questo il progetto di Comune e Regione, che stanno lavorando per mettere a punto un regolamento che non contrasti con le leggi nazionali, come quella (la cosiddetta Bersani) che ha liberalizzato le licenze. «Finché abbiamo questa legge non possiamo intervenire, abbiamo le mani legate», è la posizione del sindaco Moratti, che ha firmato l’estensione dell’ordinanza antidegrado — che entrerà in vigore mercoledì 18 — a un nuovo tratto di corso Lodi e vie limitrofe, «come chiesto dai residenti», secondo la versione di Palazzo Marino.

Ed è proprio il sindaco ad annunciare: «Stiamo lavorando con la Regione per vedere se si può, con una legge regionale, mettere a punto delle misure per i negozi di vicinato e le botteghe storiche, però non possiamo andare contro una legge nazionale. Per controllare esercizi come phone center, Internet point, kebaberie usiamo anche le ordinanze». Già il mese scorso ci sono stati i primi incontri tra l’assessore comunale Giovanni Terzi e il suo omologo regionale Stefano Maullu per stabilire un piano d’azione. Perché il problema è proprio quello di non entrare in rotta di collisione con la legge nazionale, scrivendo regolamenti che potrebbero poi facilmente essere annullati dai giudici amministrativi.

Per questo, spiega Maullu, «pensiamo a una griglia operativa che dia ad ogni Comune gli strumenti per creare dei distretti commerciali armonici, dove non ci sia una concentrazione eccessiva dello stesso tipo di attività, anche grazie a criteri più rigidi per concedere le licenze». Tra i criteri, per esempio, ci potranno essere regole igieniche stringenti, o una trasparenza maggiore su proprietari e finanziatori di ogni attività, oppure, ancora, un controllo puntuale su diplomi e attestati che dimostrino la competenza di chi apre un’attività in quel settore specifico (ad esempio, i centri massaggio, i saloni di estetica, i parrucchieri).

A questo, aggiunge l’assessore Terzi, si potranno sommare anche regole sugli orari (che scoraggino l’avvio di nuove attività nelle zone già dense di locali) e che fissano distanze minime tra le vetrine. «Un criterio di distribuzione che non vale solo per i negozi etnici, ma anche per i locali della movida e per le gelaterie, vogliamo rendere armonici i quartieri, evitando superconcentrazioni di alcune categorie merceologiche a spese di altre», spiega Terzi.

L’idea di mettere le briglie alla legge Bersani non dispiace agli stessi commercianti. Tanto che Simonpaolo Buongiardino, consigliere delegato dell’Unione del commercio, attacca: «La deregulation di questa legge ha tolto la possibilità ai Comuni di fare dei piani commerciali, e quindi di porre dei limiti ad alcune attività: ma non si può pensare a periferie trasformate in suk di negozi etnici, o a zone anche centrali dove tutte le vetrine sono di abbigliamento e non si trova un supermercato». L’occhio di Regione e Comune resta puntato sulle insegne straniere, visto che — come raccontano i dati della Camera di commercio — in città sono oltre mille le imprese con titolare nato fuori dall’Italia, ovvero il 33 per cento delle ditte del settore (la media in provincia è del 26, in Italia del 9). A portare la bandiera delle attività sono i cinesi: rappresentano oltre il 55 per cento dei servizi di ristorazione stranieri.


(Corriere.it) La Regione spende 350 mila euro per la «Via Crucis» di Lucio Fontana
- 13/08/2010
La Regione spende 350 mila euro per la «Via Crucis» di Lucio Fontana
Le formelle saranno esposte nel Museo diocesano


MILANO- Trecentocinquantamila euro per portarsi a casa la Via Crucis di Lucio Fontana. La Regione si butta sull'arte. Ieri è stato formalizzato il contratto di compravendita con la Fondazione Ada Bolchini dell'Acqua. Dopo un primo periodo di esposizione al Pirellone, «nella primavera prossima - spiega la Regione - la Via Crucis sarà ospitata nelle sale del Museo Diocesano, in base alla convenzione stipulata con la Fondazione Sant'Ambrogio». Realizzata dall'artista lombardo a metà degli anni Cinquanta, la Via Crucis è composta da 14 formelle ottagonali in ceramica monocromatica bianca (41,5 x 21 centimetri circa), incise da accenni cromatici intensi con interventi in rosso sulla figura di Cristo.

L'opera fu concepita e realizzata come parte di un intervento per la Cappella
della Casa materna Asili Nido Ada Bolchini dell'Acqua, ente che aiuta alle ragazze madri in difficoltà. Soddisfatto il presidente della Regione Roberto Formigoni. «In questo modo - commenta il governatore - l'opera potrà essere apprezzata e ammirata da un vasto pubblico qui in Lombardia. La Regione intende salvaguardare quest'opera acquisendola nel proprio patrimonio ed affidandone la conservazione e l'esposizione ad un ente di assoluto prestigio come il Museo Diocesano». (a. se.)


A. Se.
13 agosto 2010


(MilanoToday.it) Bollate, evadono dal carcere due addetti alle pulizie
- 11/08/2010
Bollate, evadono dal carcere due addetti alle pulizie
Due detenuti addetti al servizio di pulizia nel carcere di Bollate hanno approfittato delle ore di servizio in cui la sorveglianza non è obbligatoria e sono evasi di prigione
di Redazione - 11/08/2010
In mattinata due detenuti addetti alle pulizie della 'caserma agenti' della Casa di reclusione di Milano Bollate sono evasi, approfittando del fatto di non essere sottoposti a vigilanza costante data la loro condizione di "sconsegnati" .

A renderlo noto è il segretario nazionale della Uil penitenziari, Angelo Urso, secondo il quale l'allarme sulla fuga dei due evasi (italiani, con fine pena rispettivamente 2012 e 2013) è scattato con tempestività grazie ai controlli saltuari che effettua il personale di polizia penitenziaria.

"Pur non volendo mettere in discussione il progetto Bollate e la vocazione trattamentale dell'istituto - dichiara Urso - è evidente che il controllo affidato a sistemi di sicurezza passivi crea dei vulnus sull'efficacia degli stessi controlli. Noi siamo convinti e certi che percorsi di reinserimento e risocializzazione non debbano prescindere da adeguati livelli di sicurezza. Però occorre confrontarsi con la realtà dei fatti".

"Una realtà - afferma ancora il sindacalista - di tagli sui capitoli di bilancio. Non si possono celebrare nozze con i fichi secchi. L'ennesima evasione (nel 2010 sono già 13 i detenuti evasi in Italia, 4 in Lombardia) dimostra che la nostra teoria di un legame stretto tra criticità penitenziaria e ordine pubblico è più che giusta. Purtroppo acclarata dai fatti". (ANSA)


(Repubblica.it) “Il centrosinistra è diviso e non parla ai ceti moderati”
- 11/08/2010
“Il centrosinistra è diviso e non parla ai ceti moderati”
Formentini, primo e unico sindaco leghista: "Traffico e ambiente, ecco i temi vincenti"
di STEFANO ROSSI
Dopo le origini socialiste, un decennio ruggente nella Lega e il passaggio nella Margherita, l'ex sindaco è approdato alla Democrazia cristiana per le autonomie di Gianfranco Rotondi e collabora con l'attuale giunta comunale sull'area metropolitana. E a ottant'anni continua a seguire il dibattito politico.

Come vede Milano?
"Soffre, come tutte le metropoli. Ci vorrebbero investimenti ma i soldi non ci sono. È stata sprecata l'occasione meravigliosa di far fruttare il sottosuolo con la cablatura. Sono diventati ricchi alcuni privati, il Comune no".

È una frecciata al suo successore Gabriele Albertini.
"Sono convinto che abbia ritenuto di fare il meglio ma senza risultati. Se si candida l'anno prossimo, sarà uno di quei passi che fanno fare capitombolo. La qualità della vita peggiora, ci vuole una spinta, uno stimolo".

Quale potrebbe essere?
"Mi occupo di area metropolitana perché è fondamentale. Gestione del traffico, lotta all'inquinamento, sviluppo urbanistico: è tutto collegato a questa riforma. Chi nel 2011 si presenterà con un progetto serio e attendibile su questo tema avrà una carta valida per la campagna elettorale".

E chi si presenta secondo lei?
"Il sindaco alla fine del primo mandato ha diritto a correre per il secondo. Poi magari viene bocciato, come nel mio caso, ma non succederà alla Moratti. Letizia è il candidato ideale del centrodestra".

E il centrosinistra?
"Lì il più credibile è Filippo Penati. Ha avuto un ruolo istituzionale come presidente della Provincia, ha una carica di rilievo nel Pd ed è molto vicino al segretario Bersani".

Per ora è certa la partecipazione alle primarie di Giuliano Pisapia.
"Lo conosco e lo stimo, è una persona validissima. Ma se ha delle difficoltà la sinistra più moderata, non vedo cosa possa fare lui da posizioni più radicali".

Formentini, lei non dà alcuna possibilità al centrosinistra.
"Il centrosinistra non è riuscito a parlare ai ceti moderati e nemmeno al suo elettorato storico. È una crisi che viene da lontano. Mi ricordo quando c'ero io: o parrocchie o Frattocchie, se avevi una storia diversa non potevi nemmeno parlare. Ma così si va a gambe all'aria. Oggi manca il collegamento con il territorio e nel Pd ci sono troppe corporazioni, troppi centri di potere personale. Invece esistono realtà più aperte, che prescindono da vecchi schemi e ideologie, come la Lega e il Movimento popolare".

Beh, definire la Lega una realtà aperta... Se non lo sa lei, che decide tutto Bossi.
"La Lega è molto centralizzata e in questa fase è una forza. Significa raccogliersi attorno a un obiettivo forte e comune. Il Pd invece l'obiettivo lo ha smarrito, prevalgono le forze centrifughe, ogni gruppetto combatte contro gli altri. Così ci si indebolisce".

E il terzo polo?
"Non ci credo. Da ex presidente del comitato sui referendum elettorali del 2009, sono per il bipolarismo. Anzi, il bipartitismo".

Il nuovo sindaco può venire dalla società civile?
"Milano, se aspira a diventare una metropoli europea, va guidata da una grande forza politica in grado di esprimere il sindaco, possibilmente la stessa che è al governo nazionale. Io ho fatto il sindaco quattro anni contro il governo ed è stata dura. È un altro vantaggio per la Moratti, che rispetto alle lentezze di un centrosinistra poco vivo e attento ha accumulato un vantaggio incolmabile. La partita è chiusa".

Nemmeno la variabile dei finiani la può riaprire?
"No. Il loro uomo di punta, Landi di Chiavenna, è attivo, si è fatto conoscere ma non ha possibilità. L'unica vera novità poteva maturare mesi fa, quando Bossi disse: mi candido io. Allora sì che si sparigliavano i giochi. Ma Bossi ha lasciato perdere".




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