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Per il Comune 5 in 30 mq è degrado, per lo Stato 6 in 9 mq è la regola! - 20/08/2010 |
| Per il Comune 5 in 30 mq è degrado, per lo Stato 11 in 25 mq è la regola! Dichiarazioni di Francesco Poirè, segretario dell’Associazione Radicale Enzo Tortora – Radicali Milano Secondo il vicesindaco De Corato quello che emerge grazie alle ordinanze razziste del coprifuoco in alcune zone della città sono: “situazioni borderline, sovraffollamento per affitti in nero a irregolari, impianti a rischio, pessime condizioni igieniche-sanitarie.” Peccato che il vicesindaco non abbia aderito, pur potendo in quanto anche deputato della Repubblica, all’iniziativa radicale del Ferragosto in carcere, facendo visita alla Casa Circondariale di San Vittore, nel centro di Milano. Si sarebbe accorto che mentre in città le persone dividono 30 mq in 5, nell’istituto penitenziario si riescono anche a far stare 11 persone in 25 mq e 6 persone in 9 mq. Bisogna anche considerare che mentre le situazioni esterne a San Vittore sono dettate dalla povertà e dalla condizione di clandestinità che toglie ai cittadini qualsiasi diritto e qualunque possibilità di emergere e di ottenere contratti in regola (lavoro, affitto, ecc), gli inquilini delle celle di San Vittore sono costretti ad una vita indecorosa dalle Istituzioni che li hanno in custodia, in violazione delle proprie leggi e delle indicazioni della Corte Europea (7 mq per detenuto come stabilito dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo nella sentenza Sulejmanovic VS Italia del 2009). A San vittore si resta 20 ore al giorno rinchiusi con scarafaggi e blatte che infestano l’instera struttura, fornellini a gas appoggiati sui lavandini accanto al wc, sovraffollamento intollerabile. Mi rendo disponibile fin d’ora per accompagnare De Corato in una visita all’istituto milanese per fargli conoscere la realtà di degrado in cui versa l’intera struttura. Vederà così “le condizioni borderline, sovraffollate, con impianti a rischio e le pessime condizioni igieniche-sanitarie” in cui le istituzioni costringono i detenuti e gli agenti di polizia penitenziaria, i cui alloggi non versano certo in condizioni molto diverse da quelle degli altri “ospiti” della struttura. |
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FORMIGONI: 30 PARLAMENTARI PD E RADICALI INTERROGANO IL GOVERNO SULLA VICENDA LISTE IN LOMBARDIA E NE DENUNCIANO LA GRAVITÀ - 02/08/2010 |
| FORMIGONI: 30 PARLAMENTARI PD E RADICALI INTERROGANO IL GOVERNO SULLA VICENDA LISTE IN LOMBARDIA E NE DENUNCIANO LA GRAVITÀ Comunicato stampa dei Parlamentari Radicali, Roma 2 agosto ’10 È stata presentata sia alla Camera che al Senato un’interrogazione parlamentare sottoscritta da 30 parlamentari, 21 del Partito democratico e i 9 Radicali (alla Camera: Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti, Pizzetti, Marantelli, Zucchi, Quartiani, Misiani, Codurelli, Ferrari, Peluffo, De biasi, Mosca, Pollastrini, Corsini, Fiano, Sanga e Braga; al Senato: Bonino, Poretti, Perduca, Ichino, Adamo, Vimercati, Roilo, Fontana, Bosone ) per chiedere conto al Governo del comportamento tenuto relativamente alla vicenda dell’esclusione e successiva riammissione delle Liste elettorali ragionali a sostegno del candidato Presidente Roberto Formigoni. L’interrogazione (pubblicata sul sito della camera a questo link: http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=28385&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27 ricostruisce in modo dettagliato la vicenda, a partire dalla verifica dell’assenza del numero minimo di firme regolari -oltre alla presenza di firme autenticate addirittura in data precedente a quella, pubblicamente nota, della definizione dei candidati- a sostegno delle liste di Formigoni e dai ricorsi in sede civile e penale realizzati dagli esponenti della Lista Bonino-Pannella Marco Cappato e Lorenzo Lipparini. Gli interroganti in particolare ripercorrono gli episodi avvenuti contemporaneamente alle conversazioni telefoniche tra il Presidente Formigoni e gli esponenti della cosiddetta P3, dalle minacciose dichiarazioni del Ministro La Russa che si recava fisicamente presso gli uffici della Corte d’appello, a quelle di Formigoni stesso che accusava Radicali e giudici di aver ordito delle “manovre” ai suoi danni e attività manipolatorie sulle sui suoi moduli, proprio mentre era lui ad attivare canali extra-legali. Sono infine ricostruiti i passaggi che portarono all’immediata richiesta di archiviazione da parte della Procura di Milano, all’approvazione del Decreto “salvaliste”, alla riammissione di Formigoni da parte del TAR -nel quale Formigoni stesso aveva dichiarato di confidare- e alle pressioni esercitate dal Presidente della Lombardia per ottenere l’invio degli ispettori contro i giudici della Corte d’appello, gli stessi ripetutamente insultati dagli esponenti della cosiddetta P3. I Parlamentari del PD e dei Radicali, dopo aver definito “grave” il fatto che “organi di vertice di pubbliche istituzioni al fine di vincere una causa, si affidino a manovre e contatti informali di vario genere” e “che organi istituzionali facciano pressioni per ottenere ispezioni contro magistrati che abbiano emesso giudizi a loro non favorevoli” chiedono al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia, al Ministro della difesa: “1- se sia consuetudine da parte del capo degli ispettori del Ministero della giustizia fornire a cittadini «consigli» su come operare per ottenere ispezioni ministeriali a uffici e distretti giudiziari; quali iniziative, nell'ambito delle proprie prerogative e facoltà, si siano adottate nei confronti dei dottori Arcibaldo Miller e Angelo Gargani; 2- se il Sottosegretario alla giustizia, senatore Caliendo, si sia interessato alle vicende della riammissione della lista Formigoni di sua iniziativa o se di concerto con il responsabile del Ministero della giustizia e in che cosa sia consistito il suo operato e intervento; 3- se il Ministro della difesa, quando ha pronunciato la frase «se ci respingono siamo pronti a tutto», si riferiva proprio all'attività di pressione che il presidente Formigoni avrebbe messo in atto, alla luce di quanto risulta dai contatti emersi dalle intercettazioni, o se comunque il Ministro era al corrente di tale attività; 4- quali iniziative intenda il Governo compiere al fine di evitare di riprodursi di vicende analoghe. |
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Cappato: Formigoni continua l'opera di intimidazione nei confronti dei giudici - 22/07/2010 |
| * Dichiarazione di Marco Cappato, Lista Bonino-Pannella, membro del Comitato nazionale di Radicali italiani Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, intervenendo oggi sul quotidiano La Repubblica, non solo non si scusa, ma prosegue e aggrava la sua opera intimidatoria. Infatti, senza spendere una parola sui contatti con oscuri personaggi per fare pressione sui Tribunali che dovevano decidere il ricorso della Lista Bonino-Pannella, oggi Formigoni accusa proprio i magistrati della Corte di Appello di Milano (ripetutamente insultati, sulla base delle intercettazioni, da parte degli esponenti della cosiddetta “P3”, e contro i quali Formigoni avrebbe voluto fossero inviati gli ispettori ministeriali) di avere compiuto “un reato gravissimo” contro di lui, per il solo fatto di aver osato verificare l’inesistenza del minimo di firme regolari in calce alle sue Liste. Si tratta della prosecuzione di quell’opera di intimidazione e falsificazione già messa in atto nei giorni successivi all’esclusione delle sue Liste, quando Formigoni accusò pubblicamente noi Radicali di aver ordito una macchinazione e di aver manomesso i suoi moduli sottraendo certificati. Formigoni dimostra così di voler continuare ad abusare di quel potere accumulato in 16 anni di esercizio ininterrotto del suo mandato, trattando le istituzioni come cosa sua, all’interno di una logica per bande e di metodi che nulla hanno a che vedere con il senso dello Stato necessario per ricoprire quella carica. E’ per questa ragione che ritengo che Roberto Formigoni, al di là di ogni rilievo giudiziario delle intercettazioni che spetta alla magistratura accertare, debba lasciare la carica che occupa. |
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RADICALI: DOMANI CONFERENZA STAMPA SULLE DIMISSIONI DI FORMIGONI - 21/07/2010 |
| Domani, giovedì 22 luglio, alle ore 11 presso la Sede dell’associazione Radicale Enzo Tortora in via Malachia Marchesi de’ Taddei a Milano Conferenza stampa sul tema: “PERCHÈ ROBERTO FORMIGONI SI DEVE DIMETTERE: presentazione delle ragioni e delle iniziative Radicali per chiedere le dimissioni del Presidente della Regione Lombardia” Con Marco CAPPATO, già candidato Presidente della Lombardia per la Lista Bonino-Pannella illegalmente esclusa dalle elezioni Regionali, e con altri dirigenti e militanti Radicali della Lombardia. |
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VISITA AL CARCERE DI VARESE - FEDERICO (Radicali) e BESI (Ass. Coscioni): Il carcere fantasma da 9 anni attende di conoscere il suo destino, agenti penitenziari e detenuti ne pagano le conseguenze. - 21/07/2010 |
| Valerio Federico (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Sergio Besi hanno potuto visitare la struttura grazie alla disponibilità di un Consigliere Regionale che ha risposto ad un appello dei Radicali del Gruppo Carceri e Giustizia di Milano accettando di visitare la struttura varesina martedì 20 luglio dalle ore 9.30. I Radicali stanno promuovendo in Lombardia visite ispettive nelle carceri per monitorare le condizioni di vita dei detenuti e il rispetto della legalità. Dichiarazione di Federico e Besi: La visita al carcere di Varese è stata caratterizzata dalla peculiarità di trovarsi di fronte ad un carcere fantasma, formalmente “dismesso”. Risale infatti al 2001 la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’atto di dismissione della struttura penitenziaria varesina, ma da allora della nuova struttura che avrebbe dovuto essere realizzata al suo posto non vi è traccia, se non in fiumi di articoli di giornale e dichiarazioni di politici (nel 2004 il ministro Castelli annunciava la costruzione, nel tempo record di 5 anni, di una nuova struttura con la formula del leasing). Nel D.M. 30 gennaio 2001, in attuazione del comma 34 dell’art. 145 della legge finanziaria 2001, si legge che la casa circondariale di Varese e altri 20 istituti penitenziari sono stati “dismessi” in quanto “strutturalmente non idonei alla funzione”. Ad oggi, come confermato dal direttore Mongelli, non pare essere stato individuato nemmeno il sito del nuovo carcere, e nel vecchio, ufficialmente “dismesso”, non si può che operare in condizioni di illegalità a scapito di agenti, operatori e detenuti. Il paradosso di questa empasse burocratica tipicamente italiana è ben rappresentato dalla prima immagine che il visitatore si trova di fronte all’ingresso, un muro di cinta decrepito e dichiarato formalmente inagibile (e quindi messo in sicurezza con tanto di ponteggi) ma che è destinato a restare tale in quanto alle carceri dismesse non vengono assegnati fondi per l’effettuazione di lavori straordinari e/o di adeguamento alle nuove prescrizioni vigenti in materia di edilizia penitenziaria. Le torrette di controllo sono a loro volta inagibili e quindi non utilizzate dagli agenti. A questo riguardo ci chiediamo se sono mai state necessarie nel garantire la sicurezza visto che da tempo se ne fa tranquillamente a meno. Il carcere versa nel complesso in condizioni leggermente migliori rispetto ad altri Istituti della Lombardia ma questo non può consolare, l’illegalità è patente. Le celle, di 8/10 metri quadri, escluso il bagno e compreso lo spazio occupato dai letti a castello, non garantiscono, nei numerosi casi di presenza di 3 detenuti, i 3 metri quadrati (calpestabili) fissati dalla Corte europea per i diritti dell'Uomo, figuriamoci i 7mq per ogni detenuto stabiliti dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura. Il bagno è correttamente separato dal resto della cella da parete e porta, ha un WC alla turca e un lavandino. Le celle sono disposte in un unico corpo con struttura a ballatoio: il piano terra ha 14 celle, il primo e il secondo piano 15 celle ciascuno. I due piani superiori sono serviti da stretti ballatoi (basta il carrello del cibo per ostruirli interamente). Il problema del sovraffollamento pur costituendo un ulteriore elemento di illegalità è meno drammatico che in passato: la capienza regolamentare corrisponde a 53 posti, quella massima tollerata è di 90, quella effettiva registrata oggi è di 107 detenuti, un valore tra i più bassi registrati negli ultimi 10 anni ma comunque doppio rispetto a quello regolamentare. L’unico spazio fruibile per il passeggio è un piccolo campo di calcetto completamente asfaltato e in gran parte esposto al sole (attrezzato anche per basket e ping-pong). Il rapporto tra agenti effettivi e detenuti (60/107) è quindi oggi accettabile se raffrontato a quello degli altri Istituti di detenzione regionali e nazionali. Il periodo che i detenuti possono trascorrere fuori dalle celle è in linea con gli standard indicati dal Comitato Europeo per la prevenzione della tortura (che prevedono un minimo di 8 ore al giorno) e buona è anche l’offerta di corsi di formazione offerti ai detenuti. Si segnala a tal proposito anche un qualificante corso di saldatura, al termine del quale i detenuti hanno realizzato la griglia di protezione della rampa interna delle scale. Un dato estremamente negativo è invece quello relativo al numero di detenuti che lavorano all’interno del carcere (solo una decina) che dimostra come la rieducazione del detenuto prevista dal nostro ordinamento non è perseguita. Lo strumento principale a questo scopo, il lavoro, non è utilizzato. La vetusta struttura (risale al 1886) è il principale ostacolo all’opportunità lavorativa per il detenuto. Desta forte preoccupazione l’elevato numero di detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti, ben 43 su 107, risultato di leggi criminogene che equiparano di fatto dei tossicodipendenti a pericolosi spacciatori. Come era lecito attendersi vista l’impossibilità di apportare ampliamenti o modifiche agli edifici, come rilevato in passato, gli spazi dedicati alla socialità sono insufficienti (e vengono utilizzati all’occorrenza anche per altri scopi, es. per i colloqui), anche se è da segnalare l’assegnazione e l’allestimento di un piccolissimo locale ad uso palestra. Novità in chiaroscuro a livello sanitario: certamente positiva l’introduzione di una assistenza odontoiatrica nel carcere, apparentemente invece insufficiente la possibilità per i detenuti di accedere a cure specialistiche in tempi ragionevoli (fatta eccezione per quelle garantite ai detenuti tossicodipendenti e psichiatrici). E’ stato consegnato al direttore della struttura un questionario predisposto dai Radicali del Gruppo Carceri e Giustizia di Milano 335-8256736 Valerio Federico |
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MILANOSìMUOVE: CINQUE REFEREDUM PER LA QUALITA’ DELL'AMBIENTE E DELLA VITA - 12/07/2010 |
| PARTE LA RACCOLTA FIRME. "MILANOSìMUOVE": CINQUE REFEREDUM PER LA QUALITA’ DELL'AMBIENTE E DELLA VITA Milano, 12 luglio 2010. E’ stata presentata oggi a Palazzo Marino la campagna per cinque referendum sulla qualità dell’ambiente e della vita per i quali, da oggi, i cittadini milanesi potranno firmare. Il Comune di Milano ha infatti convalidato, ai sensi dello statuto, le firme dei primi 100 sottoscrittori che erano state consegnate a giugno e avviato la vidimazione dei moduli per la raccolta delle firme. Hanno già aderito come promotori dell’iniziativa, lanciata da Marco Cappato, Edoardo Croci ed Enrico Fedrighini, personalità della società civile, della cultura e della politica. Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, i consiglieri comunali Carlo Montalbetti e Giancarlo Pagliarini. Obiettivi Per garantire ai suoi cittadini standard di salute e di vita adeguati ad una metropoli moderna, Milano ha bisogno di rivoluzionare i sistemi dei trasporti, dell’energia e del verde. Gli studi scientifici più recenti hanno accertato che se venissero adottate misure coraggiose necessarie per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, guadagneremmo un anno e mezzo di vita a testa, eviteremmo 1.000 morti all’anno e ci ammaleremmo di meno. Soprattutto i bambini, gli anziani e le fasce più deboli e a più basso reddito ne avrebbero un beneficio immediato. Purtroppo la politica di Palazzo si dimostra incapace di assumere scelte coraggiose e lungimiranti. I referendum sono l’unico modo per ridare ai cittadini il diritto di scegliere il loro futuro. Come e dove E' partita l'iniziativa referendaria "MilanoSìMuove". Infatti da oggi, lunedì 12 Luglio, è possibile sottoscrivere i 5 referendum. E' possibile firmare all'ufficio elettorale del Comune di Milano in via Messina 52 dalle 8.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 15.30. Da mercoledì sarà possibile firmare anche presso tutte le sedi delle zone e gli uffici dell’anagrafe. Il comitato promotore organizzerà tavoli di raccolta firme in concomitanza con i principali appuntamento dell'estate milanese: sono già stati prenotati gli spazi per i banchetti di raccolta firme per l’intero mese di luglio presso Darsena e Colonne di S. Lorenzo e nei giorni di svolgimento delle manifestazioni estive presso l’Arena civica in occasione del “Milano jazzin’ festival” (dal 12 luglio al 2 agosto) e presso della rassegna “notturni musicali” presso la Villa Reale di Via Palestro (tutti i giovedì e sabati dal 15 al 31 luglio). Promotori I promotori sono un gruppo trasversale di cittadini, con esperienze diverse nella politica, nella cultura, nella scienza e nella ricerca, nell’ambiente e nel sociale, convinti che ci si debba impegnare in prima persona per trasformare Milano in un luogo più sano e vivibile. Un movimento civico che non crede che queste scelte possano essere delegate ai partiti. Scadenze La sottoscrizione dei quesiti da parte di almeno 15.000 milanesi (l’1,5% degli iscritti alle liste elettorali, secondo il regolamento del Comune) entro il 6 novembre 2010 comporterà la chiamata al voto di tutti i residenti per esprimersi sui quesiti. Se almeno il 30% degli elettori andranno a votare ed il SI’ prevarrà, le richieste assumeranno il valore di un preciso indirizzo agli organi comunali. Ma sarà soprattutto la mobilitazione civica di questi mesi che potrà dare il segnale forte per una svolta. Autofinanziamento L’iniziativa referendaria si autosostiene con l’attività di volontari e con le donazioni dei cittadini. Ogni entrata e uscita saranno rendicontati pubblicamente sul sito internet. Contributi e donazioni posso essere versati presso Banca Intesa-San Paolo, conto corrente 1000/3586, intestato a: Comitato Promotore referendum per Milano, IBAN: IT88 F030 6901 6151 0000 0003 586 Comunicazione La campagna referendaria ha come logo che rappresenta la mobilitazione civica MilanoSìMuove. Il Sì (accentato) è contornato da una foglia verde a forma di Duomo di Milano. Sui siti www.milanosimuove.it e www.referendummilano.it saranno costantemente aggiornati i punti di raccolta delle firme, gli eventi, i promotori e le donazioni. Per informazioni: referendum.milano@gmail.com Lorenzo Lipparini 340-4607189 |
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| www.milanosimuove.it |
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AMBIENTE / SALUTE: LUNEDÌ AVVIO DELLA RACCOLTA FIRME SUI 5 REFERENDUM PER MILANO - 09/07/2010 |
| Incontro con la stampa Lunedì 12 luglio 2010 ore 11.00 Sala Marra - Palazzo Marino, Piazza Scala 2, Milano “A nome del Comitato promotore, Vi invitiamo alla presentazione dell’avvio della raccolta delle firme per i 5 referendum sulla qualità dell’ambiente e della vita a Milano Saranno disponibili i moduli per le sottoscrizioni, sarà presentato il logo della campagna e illustrate le modalità operative della raccolta firme. Interverranno gli esponenti del Comitato promotore, sia del mondo associativo e accademico che della politica.” Marco Cappato, Edoardo Croci, Enrico Fedrighini |
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Ricorso 5 Stelle contro Formigoni, Radicali: non cambia nulla, ricorreremo appena disponibile il vero atto da impugnare. - 08/07/2010 |
| Milano, 8 luglio 2010 Dichiarazione di Marco Cappato e Lorenzo Lipparini Il Tribunale civile di Milano ha respinto oggi il ricorso sull’incandidabilità di Roberto Formigoni a Presidente della regione Lombardia, presentato dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Aspettiamo di conoscere le motivazioni, ma al momento la sostanza non cambia: i Radicali presenteranno il ricorso sull’incandidabilità di Formigoni quando sarà pubblicato l’atto di convalida della sua elezione da parte del Consiglio regionale, non ancora votato dalla Giunta per le elezioni. La convalida, e non altri documenti, è l’atto che la legge prevede si debba impugnare nel caso di contestazioni sul quarto mandato consecutivo del Presidente. In Emilia Romagna l’atto di convalida dell’elezione di Vasco Errani, nella stessa condizione di Roberto Formigoni, è già stato adottato e i Radicali della Lista Bonino Pannella hanno depositato il ricorso nelle scorse settimane. |
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RADICALI: IL TAR LOMBARDIA RINVIA AL 5 OTTOBRE L’UDIENZA SU LISTE FORMIGONI - 06/07/2010 |
| Pronto il ricorso sull’ineleggibilità di Formigoni, in attesa degli atti del Consiglio regionale. Ancora nessuna novità sugli esposti penali. Comunicato stampa della Lista Bonino-Pannella: Milano, 6 luglio 2010 Il TAR Lombardia si è riunito oggi per esaminare i ricorsi promossi dai Radicali Marco Cappato e Lorenzo Lipparini contro la proclamazione degli eletti delle ultime elezioni regionali in Lombardia. In particolare i ricorsi riguardano l’ammissione della Lista per la Lombardia di Roberto Formigoni, viziata da autentiche irregolari, e l’esclusione della Lista Bonino-Pannella che, a causa dell’assenza di autenticatori e della necessaria informazione Rai, non ha potuto raccogliere un numero sufficiente di firme. Il TAR ha rinviato la trattazione delle cause all’udienza del 5 ottobre, ordinando l’acquisizione di ulteriore documentazione. Per il momento, quindi, il giudizio nel merito sulla legalità delle passate elezioni regionali rimane ancora aperto, e i ricorsi non vengono dichiarati irricevibili, come invece richiesto dalla controparte nel corso dell’udienza. Giovedì 8 luglio il Tribunale civile di Milano si esprimerà sul ricorso del Movimento 5 Stelle sull’incandidabilità di Roberto Formigoni a ricoprire il quarto mandato consecutivo. I Radicali invece presenteranno ricorso sull’ineleggibilità di Formigoni non appena la Commissione elettorale del Consiglio regionale avrà pubblicato la convalida della proclamazione del Presidente, atto che la legge richiede come necessario per promuovere una “azione popolare” e che ancora non è stato votato dal Consiglio. A ciò si aggiungono gli esposti penali (ancora nelle mani del Gip) presentati dei Radicali della Lista Bonino-Pannella sulle autentiche del listino di Formigoni, realzizate in date antecedenti a quelle di chiusura delle Liste. |
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LA CRIMINALITA’ E’ IL RISULTATO DI POLITICHE ECONOMICHE e SOCIALI ASSENTI, NON DELLA PRESENZA DI IMMIGRATI IRREGOLARI - 05/07/2010 |
| Milano, 5 luglio 2010 Dichiarazione di Lucilla Bertolli, Giunta di Segreteria dell’Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano Siamo solamente all’inizio della seconda fase della crisi economica – quella che sta iniziando ad investire i lavoratori e le famiglie italiane – e vorremmo offrire a titolo gratuito un piccolo corso di economia ai nostri governanti locali e nazionali, in particolare al Ministro Maroni, al Sindaco Moratti ed al vicesindaco De Corato. La criminalità, da parte di cittadini italiani e stranieri, deriva dalla povertà. Lo sa bene il sindaco Moratti che, in occasione del convegno su “immigrazione e politiche urbane” tenutosi all’università Cattolica di Milano lo scorso 10 maggio, ci ha ricordato come il degrado delle periferie sia dettato dalla presenza di individui che non hanno i mezzi per condurre una vita nella legalità e nel lavoro. Peccato che sempre di più questa condizione appartenga anche ai cittadini ‘autoctoni’, agli italiani. Allarmanti sono i dati ISTAT di oggi che evidenziano un brusco calo nel consumo alimentare nelle famiglie italiane. Ed invece gli organi di stampa riportano il paradossale battibecco tra il Ministro Maroni ed il vicesindaco De Corato, in merito alla creazione di un secondo Centro di Identificazione ed Espulsione nel capoluogo lombardo. Le contradditorie misure deterrenti messe in atto dal governo con il reato di clandestinità, una sanatoria discriminante ed al limite della truffa – che crea un’assurda distinzione tra coloro che sono “più clandestini degli altri” – e l’allungamento del periodo di detenzione nei CIE per la sola identificazione dei clandestini, sono certamente servite a creare diffidenza, paura e rigetto del migrante dalla nostra società, mentre in nessun modo aumenteranno sicurezza e benessere nelle città italiane. Nonostante la carenza di dati statistici in materia, i pochi studi a nostra disposizione (come quello congiunto Caritas/migrantes del 2009) sono unanimi nel dichiarare che non c’è nessun legame tra aumento della criminalità ed il fenomeno migratorio. I radicali pertanto chiedono al Parlamento Italiano di discutere al più presto il Disegno di Legge Bonino per una sanatoria universale del migrante-lavoratore, ed al Vicesindaco De Corato di adoperarsi con la stessa energia che spende nella lotta all’immigrazione clandestina, per la riqualificazione di tutti gli spazi demaniali inutilizzati in modo da riconsegnarli in tempi brevi ai cittadini, sotto forma di case popolari o di centri per l’erogazione di servizi alla persona accessibili da tutti, italiani e migranti. |
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Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano - info@radicalimilano.it |
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