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(Repubblica.it) Milano, clochard aggredito nella notte
- 09/02/2010
Milano, clochard aggredito nella notte
è in gravissime condizioni al Policlinico
Un clochard 65enne di origine colombiana è stato aggredito alle 4 del mattino in piazzale Cantore a Milano. Il senzatetto è stato colpito alla testa e ora è ricoverato in rianimazione in gravissime condizioni al Policlinico. Del caso si occupano i carabinieri: non sono ancora chiari i motivi dell'aggressione


(Repubblica.it) Un anno dopo mi batto ancora in nome di Eluana
- 09/02/2010
LA LETTERA. Il 9 febbraio 2009 la "fine di un incubo"
Oggi il padre chiede una legge che regoli il fine-vita

Un anno dopo mi batto ancora in nome di Eluana

CARO direttore, un anno è passato dalla "fine di un incubo". Era un incubo nostro, degli Englaro, perché avevamo un componente della famiglia in balìa di mani altrui, contro la sua volontà. Ma credo che questo incubo familiare sia entrato in molte case. Incontro sempre più persone che vogliono stringermi la mano, salutarmi e dirmi grazie. Penso che questa gente abbia capito il senso dei diritti individuali di libertà delle persone. Sono convinto che molti si siano resi conto del prezzo che abbiamo pagato.

C'è una questione che viene sempre capovolta. Mi sento dire: "Mai più Eluane". E cioè, mai più contro la sacralità della vita e la sua indisponibilità. Ma, secondo me, è l'esatto contrario. E cioè, nessuno deve avere il potere di disporre di un'altra vita com'è avvenuto per Eluana. Il miglior modo di tutelare la vita in tutte le situazioni è affidarne le decisioni a chi la vive. Sia a chi è in condizioni di intendere e volere, sia a chi non è più capace, ma ha spiegato che cosa avrebbe voluto per sé. Che cosa mi diceva Eluana? "La morte l'accetto, fa parte della vita, ma che altri mi possano ridurre a una condizione di non-morte e di non-vita, no, questo non l'accetto". C'è chi la pensa in maniera diversa, e lo so bene. Ma so bene anche che mentre Eluana moriva, il Parlamento aveva organizzato una corsa per approvare una norma che annullasse quello che aveva stabilito la corte di Cassazione.

C'era un giudicato e c'erano dei politici che volevano sovvertirlo. C'era una nostra lunga e dolorosa battaglia, e c'era chi voleva farne carta straccia. Sembrava che quella legge fosse indispensabile per gli italiani. Che fosse fondamentale per la salvaguardia ideologica di alcuni partiti. Adesso io vorrei dire: è passato un anno, e la legge non c'è. Come mai? A che punto è? Tutta quella forza d'urto lanciata mentre una ragazza moriva dov'è finita?

Vedo che non hanno capito niente: i politici ne fanno una questione di conflitto di poteri, di chi decide che cosa. Dimenticano che la corte costituzionale s'è già espressa, avallando l'operato della magistratura di fronte a un cittadino che s'era rivolto a loro per il riconoscimento di un suo diritto. E se questi politici leggono bene la sentenza del 16 ottobre 2007, capiscono che è perfettamente allineata ai principi della nostra Costituzione.
Se i politici vogliono riappropriarsi, come del resto a loro spetta, del diritto "dell'ultima parola" su temi eticamente controversi, devono tenere conto di quello che è accaduto sinora. E come diceva Pulitzer, "un'opinione pubblica bene informata è la nostra corte suprema". I sondaggi ci sono, dicono che il mio è il sentire comune. E invece questa legge, così come viene formulata, non tiene e non terrà. E poi come non considerare che anche la terza carica dello Stato si è espressa sul tema, mettendo in guardia il legislatore da autoritarismi da stato etico?

I cittadini, come era esasperatamente cittadina Eluana, vogliono essere messi in condizione di assumersi le loro responsabilità. E non essere trattati come se non fossero responsabili delle loro scelte di coscienza. Un anno dopo la morte di Eluana, io voglio semplicemente separare la tragedia privata di aver perso una figlia dalla violenza terapeutica. Non credo che la medicina giusta sia quella che offre una "vita senza limiti". Eluana un anno dopo è come un anno fa, o diciotto anni fa: un simbolo pulito della libertà individuale. Ed è nel mio cuore costantemente.


(Repubblica.it) Formigoni, maratona sotto i flash
- 08/02/2010
Piccoli profughi e taglio di nastri
Formigoni, maratona sotto i flash
Tour de force elettorale senza precedenti: cinque eventi nel giro di otto ore.

Il via alle 10 con l'inaugurazione di un distributore ecologico. Poi appuntamenti per tutto il giorno e il clou: la foto con la bimba ferita appena giunta da Haiti
di Laura Asnaghi e Rodolfo Sala

Cinque appuntamenti pubblici in otto ore, l’inauguratore folle colpisce in campagna elettorale. Un po’ troppo, per chi si definisce «uno di noi»: Roberto è alla sua quarta campagna elettorale e può permettersi di presentarsi ai lombardi solo con il nome di battesimo, sicuro com’è di rivincere.

Sta di fatto che Formigoni — e stavolta più del solito — man mano che si avvicina la data del voto sembra affetto da una strana ansia da prestazione. Sempre lì a tagliare nastri, a consegnare premi, perfino a sorreggere bimbe ferite. Un’orgia presenzialista da autentico recordman dell’inaugurazione, tutto a uso e consumo di fotografi e cameramen, che documentano con dovizia di particolari le magnificenze del governatore «uno di noi» e del suo lunghissimo regno.

FOTO Le inaugurazioni del governatore

Eccolo lì, alle 10 del mattino in quel di Assago — cappottone scuro, sciarpa e cappello con falde — impugnare una pompa e fare il pieno di carburante a un’auto. È l’inaugurazione, come si premura di precisare un comunicato del Pirellone, del primo impianto di distribuzione idrogenometano in Italia. La promessa è che entro il 2012 in Lombardia ce ne saranno trenta. Chissà che questa sia la volta buona: Formigoni fece la stessa scena qualche anno fa, alla Bicocca, e quei perfidi di Striscia la notizia lo omaggiarono di un Tapiro d’oro, perché quell’impianto fu subito smontato. Trattavasi dunque di finta inaugurazione, e alla fine rise anche lui, anche se a denti stretti.

Passa un’ora ed ecco che il nostro si materializza a Malpensa, dove è appena atterrato un aereo con dentro sette terremotati di Haiti. Grazie al Pirellone verranno curati in ospedali lombardi e il governatore non resiste alla tentazione di fiondarsi nella carlinga per trasportare a braccia una bimba ferita fino all’ambulanza parcheggiata ai piedi del velivolo. È tutto un luccicare di flash, si spera che i bagliori distolgano l’attenzione dalla feroce polemica sollevata — nientemeno — che da Guido Bertolaso, che aveva accusato Formigoni di farsi bello con gli aiuti ad Haiti senza concordare nulla con la Protezione civile, e di intralciare così gli interventi umanitari. Acqua passata, Roberto è lì a dimostrare — con la bimba tra le braccia — che la Regione sta facendo la sua parte.

Altro giro, altra corsa, prima di mezzogiorno bisogna essere in viale Fulvio Testi, alla ex Manifattura Tabacchi trasformata, ovviamente su iniziativa del Pirellone in centro di produzione cinematografica. Quella struttura, fortissimamente voluta da Umberto Bossi, l’hanno già inaugurata almeno due volte, ma adesso c’ è da annunciare al mondo la grande novità: due nuovi corsi di formazione e produzione di docufiction rigorosamente made in Lombardy: sul Duomo, la Villa Reale, il cardinale Federico Borromeo, i teatri lirici regionali... E lui, il presidente-filmaker, si fa fotografare accanto a una vecchia macchina da presa, mentre osserva con sguardo esperto un segmento di pellicola.

Ma si può fare passerella anche con le auto mediche, basta andare di corsa e raggiungere il Pirellone alle 13: la flotta del 118 lombardo si arricchisce di altre 27 vetture e la consegna — va da sé — è affidata a «Roberto». Un po’ di riposo e alle 18, allo spazio Pelota di via Palermo, il quasi Formigoni IV si presenta per consegnare di persona la «dote sport» (finanziamenti regionali ad aspiranti altleti) a 293 «giovani talenti lombardi».

La campagna elettorale non è ancora formalmente cominciata, ma lui è partito presto, basta scorrere la sua agenda dell’ultimo mese, ricca di eventi imperdibili in campo sanitario. L’8 gennaio taglio del nastro al Blocco Sud di Niguarda. Nove giorni dopo inaugurazione della nuova unità operativa di Medicina nucleare al San Paolo. Il 19 gennaio visita presidenziale all’ospedale Manzoni di Lecco (la città di Formigoni), per dare il via alle celebrazioni per il decennale del nosocomio. Il 20 battesimo di tre nuovi reparti al Sacco, il 27 di nove sale operatorie all’ospedale di Cremona, il 4 febbraio visita di quello (nuovo) a Legnano. Tra due giorni la cena per 250 (lo chef è Sadler) a Niguarda: niente da inaugurare, è solo per celebrare il settantesimo della Ca’ Granda. Tutto fa brodo, basta farsi vedere.


(Repubblica.it) Lodi: trovato morto per overdose
- 08/02/2010
Lodi: trovato morto per overdose

SANT'ANGELO LODIGIANO (Lodi) - Un uomo di 37 anni e' stato trovato morto, ieri, nella sua abitazione nel quartiere Pilota di Sant'Angelo Lodigiano (Lodi). La causa del decesso, stando ai primi riscontri, sarebbe un'overdose. I carabinieri di Lodi indagano per cercare di capire se stia girando una partita di sostanza stupefacente tagliata male. (RCD)


(Corriere.it) «Troppe minacce, rinunciamo» Sciolta l'associazione Sos racket
- 07/02/2010
avevano smascherato con un video la «Signora Gabetti», boss delle case Aler occupate
«Troppe minacce, rinunciamo» Sciolta l'associazione Sos racket
Terza intimidazione in pochi mesi per il presidente Frediano Manzi: «Siamo stati abbandonati»


MILANO - Dopo l'ennesimo atto intimidatorio, il presidente di Sos Racket e Usura Frediano Manzi ha deciso di sciogliere l'associazione attiva da 13 anni. Domenica mattina ignoti hanno dato fuoco con liquido infiammabile al suo furgone per la consegna dei fiori a Caronno Pertusella (Varese). Manzi che ha poi contattato i sette membri del Consiglio direttivo e insieme hanno deciso la chiusura dell'associazione. «Negli ultimi tre mesi - spiega - questo è la terza pesante intimidazione che riceviamo, dopo che hanno sparato contro un chiosco a Parabiago e hanno messo una bomba carta nel chiosco di Nerviano, senza contare ovviamente le telefonate ricevute. Ma non è per paura che chiudiamo, ma per la totale impossibilità di lavorare in condizioni di sicurezza». Manzi spiega di non sapere da dove provengano tutti questi atti intimidatori «viste le decine d'inchieste aperte in tutta Italia in conseguenza alle nostre denunce» ma non intende mettere a rischio «le decine di volontari che collaborano con un'associazione alla quale non è stata trovata neanche una sede sicura».

LA «SIGNORA GABETTI» - Una delle ultime denunce di Sos Racket e Usura ha portato all'arresto di Giovanna Pesco, detta «la signora Gabetti», e di altre persone con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'occupazione abusiva di appartamenti, alcuni di proprietà dell'Aler, in via Padre Luigi Monti, nella periferia nord di Milano. «Dopo questa denuncia - ricorda Manzi - si sono interrotti completamente i rapporti con la Regione Lombardia, mentre da gran parte delle istituzioni milanesi non abbiamo mai avuto nessun appoggio: il sindaco Moratti non ha mai detto una parola, il vicesindaco De Corato ci ha delegittimati in pieno».

QUARTIERI «PROIBITI» - Da quando Sos Racket e Usura si è occupata del racket delle case popolari a Milano, «non possiamo più entrare in alcuni quartieri della città senza essere bersagliati da insulti e minacce», prosegue Manzi. «Questo non è tollerabile in un paese civile, come non è tollerabile che parte delle istituzioni milanesi abbiano con noi avuto un atteggiamento non d'appoggio ma di scontro e delegittimazione, dopo che noi abbiamo dimostrato che, per la loro inerzia, hanno creato a Milano dei quartieri ghetto, permettendo di fatto alla criminalità organizzata di sostituirsi allo stato». Collaborazione è arrivata dalle forze dell'ordine ma «per il resto siamo stati totalmente lasciati allo sbando. Non ce la sentiamo più di andare avanti in questo stato - aggiunge - sembra di essere nel quartiere Zen di Palermo, non a Milano». Sul sito dell'associazione, un video che proviene dagli abitanti di via Padre Luigi Monti: «Questo sarà l'ultimo documento che noi pubblicheremo». Cancellato anche il presidio per la legalità organizzato dall'associazione per sabato 13 febbraio in via Ciriè a Milano.


(Affaritaliani.it) Regionali/ E' caccia alle firme per Radicali e Verdi. Che rischiano l'esclusione...
- 06/02/2010
Regionali/ E' caccia alle firme per Radicali e Verdi. Che rischiano l'esclusione... Rumors di Affaritaliani.it
Sabato 06.02.2010 15:52
I partiti piccoli rischiano. La voce, insistente, rimbalza dal Malpensa Fiere (dove la Pedemontana ha rotto il ghiaccio) ai gazebo nelle piazze lombarde, dalle segreterie politiche ai militanti. Radicali, Pensionati, Verdi. Ma non solo, anche la Lega Padana Lombarda di Bernardelli. E - secondo i più maligni - addirittura qualche formazione di sinistra che si pensava radicata sul territorio... Per tutti - secondo quanto ha appreso Affaritaliani.it - si agita uno spettro molto inquietante: non poter partecipare alle elezioni regionali.

La spada di Damocle si chiama legge elettorale. Per presentare una lista, infatti, bisogna raccogliere le firme. Non solo a Milano, compito peraltro già non agevolissimo, visto che bisogna racimolare circa 3mila firme, ma in varie province lombarde. Sei su dodici, per la precisione, il 50 per cento. Ecco allora che nei partiti minori, serpeggia la paura. E se le firme non bastassero? Candidati piccoli e grandi, ambientalisti o antiproibizionisti, comunisti o pensionati, la caccia alle firme è aperta. Pena l'esclusione.


(Corriere.it) Sesso: prima volta a 14 anni per una ragazza su sei
- 04/02/2010
Sesso: prima volta a 14 anni per una ragazza su sei

MILANO - Una 14enne su 6 lo ha gia' fatto, mentre per sei italiane su dieci la 'prima volta' avviene fra i 15 e i 18 anni. Sono i risultati del sondaggio (effettuato su oltre 600 ragazze under 26) promosso da 'Scegli Tu', il programma sulla sessualita' consapevole della Societa' italiana di ginecologia e ostetricia, presentato oggi in un incontro a Milano. Nel 55% dei casi le giovani scelgono un partner piu' esperto e si proteggono con il preservativo. Il 15% usa la pillola anticoncezionale, percentuale che raddoppia per i rapporti sessuali successivi (32%). Inoltre ci sono ancora ragazze (il 28%) che considerano la verginita' un valore. (RCD)


(Il Giornale.it) Allarme infibulazione a Milano: 300 casi scoperti in pochi mesi
- 04/02/2010
Allarme infibulazione a Milano: 300 casi scoperti in pochi mesi
Milano è la città lombarda con il più alto numero di donne mutilate: «Pratica segreta, rare le denunce». L'Assessorato alla Salute vara poster di sensibilizzazione in tutta la città. In Italia 40mila vittime più 50mila a rischio, record in Europa

Le ultime discussioni su niqab e burqa rischiano di far luce solo un aspetto parziale. Religioni e diritti della persona, questo è il (vero) problema, specie quando i soprusi sono di natura innanzitutto fisica. In Italia si contano oltre 40mila donne vittime di infibulazione, una cifra da record in Europa. Secondo una stima del ministero della Salute, riportata oggi a Milano durante il lancio della campagna di sensibilizzazione promossa dal Comune, la più intima forma di violenza segna la vita di oltre 90mila donne, tra quelle già «marchiate» oppure a rischio.
Nel bilancio dell'infibulazione già subita o potenziale, non entrano soltanto le donne adulte (si contano 26mila over 40) e maggiorenni (più di 60mila tra i 19 e i 40 anni), ma anche 400 bambine e 3.500 ragazze dai 14 ai 18 anni (3.500).
Milano è una delle città lombarde con la più alta concentrazione di donne infibulate. Da qui la decisione dell'amministrazione di scendere in campo. Lo slogan su cui ruoterà la campagna è «Insieme per dire mai più» e campeggerà su mille manifesti formato 70x100 che verranno affissi in tutta la metropoli. L'iniziativa alla vigilia della Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili (sabato 6 febbraio) che propone l'intangibilità del corpo femminile tra i diritti umani irrinunciabili e inalienabili.
A Milano, spiegano dall'assessorato alla Salute del Comune, «viene praticata in cliniche abusive, da figure simili a "stregoni", in rifugi clandestini ma soprattutto in casa. I casi riscontrati sono oltre 300 in pochi mesi». Incubo sommerso, anche perché è difficile far uscire allo scoperto le vittime di queste pratiche.
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che nel mondo sono già state sottoposte a infibulazione 130 milioni di donne e che 3 milioni di bambine sono a rischio ogni anno. Le vittime in Europa sarebbero 500mila. Poche ancora le strutture che si occupano di mutilazioni genitali femminili: secondo una ricognizione del Ministero della Salute datata 2007, sono 43, concentrate in 13 regioni. E soltanto in Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia e Sardegna è possibile praticare la deinfibulazione, cioè quella procedura chirurgica che consiste nel riaprire la ferita e ricostruire i tessuti mutilati.
In Italia l'infibulazione è un reato contro la persona, riconosciuto con una legge molto recente (2006). Nel 2008 è arrivato anche il divieto dal governo egiziano che punisce i trasgressori con due anni di carcere e una pena pecuniaria fino all'equivalente di 600 euro.
L'emergenza riguarda anche il piano sanitario. «La lotta contro le mutilazioni genitali - dichiara l'assessore milanese alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna - è una battaglia per la salute e il benessere psicofisico della persona. Queste pratiche causano complicanze a breve, medio e lungo termine legate soprattutto a patologie infiammatorie, ostetriche, psico-sessuali e a cicatrici che condizionano la salute della donna in modo permanente». E restano cicatrici che la medicina non può curare.


(Il Giornale.it) Manette a due studenti-pusher Spacciavano marijuana al liceo
- 04/02/2010
Manette a due studenti-pusher Spacciavano marijuana al liceo
Milano - Si davano appuntamento in piena notte per lo scambio di stupefacenti. Bloccati due giovani pusher italiani, un universitario di 22 anni e un liceale di 15. Gli agenti del Nucleo tutela decoro urbano in servizio in borghese li hanno fermati in via Monte Rosa, nel quartiere San Siro.

Insospettabili I due giovani, benestanti e di buona famiglia, facevano affari all’insaputa dei genitori: il maggiorenne forniva marijuana al minore che poi la spacciava nel suo liceo. Come da copione erano sgattaiolati fuori di casa in piena notte per scambiarsi soldi e droga. Ma stavolta gli è andata male. Una pattuglia della polizia in abiti civili, infatti, stava perlustrando la zona. Intorno all'una di notte ha notato un gruppo di tre ragazzi dai modi sospetti e credendoli writer, ne ha osservato i movimenti. Dopo pochi minuti uno dei tre, il maggiorenne, si è allontanato in macchina mentre gli altri due a piedi. La pattuglia li ha seguiti fino ad una strada senza uscita, dove i ragazzi si sono nascosti dietro un furgoncino: a quel punto hanno tirato fuori la marijuana e un bilancino per suddividere lo stupefacente in dosi più piccole. Gli agenti li hanno arrestati.

Il maggiorenne Il ragazzo che deteneva la droga ha ammesso di averla ricevuta dal 22enne ed è stato denunciato per detenzione ai fini dello spaccio data la quantità di marijuana in suo possesso: 60 grammi. Dopo un paio d’ore, grazie alle informazioni raccolte dal minore e al numero di targa dell'auto, la pattuglia è riuscita a rintracciare l’abitazione del maggiorenne, sempre nel quartiere San Siro. A seguito di una perquisizione è stata ritrovata altra marijuana dello stesso tipo e un altro bilancino. Anche per il maggiorenne è scattata le denuncia per spaccio, con l'aggravante della vendita a minori.

Un fenomeno dilagante "Giovani insospettabili - commenta il vice sindaco De Corato - che consumano droga o addirittura fanno i pusher. Una realtà molto problematica che abbiamo deciso di contrastare anche attraverso controlli mirati da parte della polizia locale al di fuori di 17 istituti superiori problematici. Nel mese di dicembre abbiamo inflitto 13 multe in 10 giorni nei confronti di studenti che fumavano spinelli anziché andare a scuola". Il vicesindaco lancia l'allarme: "Che tra i giovani girino le cosiddette droghe leggere, non deve far abbassare la guardia: spesso sono l’anticamera per l’assunzione delle droghe pesanti".


(Il Giornale.it) Un assegno da 1300 euro per le famiglie in difficoltà
- 04/02/2010
Un assegno da 1300 euro per le famiglie in difficoltà
Dal Pirellone 17 milioni per sussidi una tantum, anche agli immigrati Stanziati tre milioni per aiuti alle madri che decidono di non abortire
Bonus alle famiglie in difficoltà economica, e poi sostegno alla maternità e ai genitori degli adolescenti. Mentre la crisi economica fa ancora male sul fronte dell’occupazione e del reddito, la Regione vara il suo pacchetto-famiglie. Lo fa rifinanziando i buoni per i nuclei familiari bisognosi, e due bandi destinati a sostenere i progetti di aiuto alla vita - quindi le donne incinte che si trovano in difficoltà - e i genitori di ragazzi in età scolare.
Le tre misure sono state deliberate ieri dalla giunta regionale e presentate dal presidente Roberto Formigoni. Il buono famiglia è dedicato ai nuclei che abbiano un anziano o un disabile ricoverato in una struttura residenziale e che presentino un’altra condizione: o un figlio minorenne o un familiare in cassa integrazione con un reddito familiare Isr (calcolato senza cioè tener presente il patrimonio) inferiore ai 22mila euro.
La novità rilevante rispetto allo scorso anno è che su questo provvedimento Formigoni ha incassato l’ok non solo del Forum delle Associazioni Familiari della Lombardia, ma anche dei sindacati confederali, che hanno contribuito a definire i requisiti delle misure. Il segretario della Cisl ha parlato di «pezzi di welfare lombardo». L’anno scorso Cgil e Cisl avevano impugnato davanti al Tar il buono famiglie (erogato in tre rate da 1.500 euro) perché non comprendeva nella platea dei beneficiari gli immigrati. Quest’anno invece il bonus famiglia va a tutti i residenti, di nazionalità italiana e non. Lo stanziamento è di 17 milioni di euro e la previsione della Regione è che ne usufruiranno circa 13-14mila famiglie. Anche se le domande saranno di più saranno accolte stanziando altre risorse. «Questa è la versione 2010 del bonus - ha sottolineato il presidente della Regione Roberto Formigoni - che corrisponde più e meglio alle esigenze. Le famiglie sono un soggetto sociale straordinariamente importante e per certi aspetti un soggetto debole». Critico invece il Pd, per cui si tratta di uno spot che interessa poche famiglie.
Ma la Regione ha stanziato anche altri 10 milioni per progetti rivolti alle famiglie: 7 per cofinanziare (fino al 70 per cento) iniziative che vanno dalla lotta alla dispersione scolastica ad aiuti alle donne che subiscono violenza, e tre milioni andranno a interventi «sperimentali e innovativi di aiuto alla vita».
Nel primo caso il bando prevede il finanziamento a fondo perduto al massimo di 35mila euro per progetti di contrasto alla dispersione scolastica e di un massimo di 15mila per quelli di mutuo aiuto nel lavoro domestico. Fra i progetti sostenuti anche le «banche del tempo».
Nel caso del sostegno alla maternità il finanziamento della Regione, fino all’80% del costo complessivo, non potrà superare i 50mila euro per le iniziative di prevenzione dell’interruzione di gravidanza e di 100mila euro per piani di sostegno psicologico, socio-assistenziale e sanitario. Risorse dirette ad associazioni non-profit che prevedono percorsi di aiuti alle madri in difficoltà con sostegno al reddito, aiuti materiali, inserimenti in asili nido, assistenza psicologica e sanitaria. Lo scorso anno questo bando ha messo in moto complessivamente 7milioni, per 60 progetti proposti dalle asl e da associazioni di solidarietà familiare e soggetti che gestiscono sportelli e consultori.




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Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano - info@radicalimilano.it