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| AIDS, DROGA E RIDUZIONE DEL DANNO: L'iniziativa dell'Associazione Enzo Tortora- Radicali Milano per il ripristino delle macchine scambiasiringhe Sintesi della conferenza stampa dell'iniziativa e audio - 27/11/2009 |
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| PER FIRMARE LA PETIZIONE www.firmiamo.it/scambiasiringhe Il 1 dicembre i radicali milanesi dell'Associazione Radicale Enzo Tortora-Radicali Milano depositeranno al Protocollo Generale la petizione firmata da 1000 cittadini con cui si chiede conto al sindaco Moratti della decisione del settembre 2007 di chiudere il servizio di macchine scambiasiringhe. Un servizio attivo dal 1995, con 18 macchine su tutto il territorio milanese, che ha erogato quasi 300,000 siringhe con una percentuale di siringhe scambiate del 70% all'anno in media. (v. Allegato 1_testodellapetizione) Alla conferenza stampa del 27 dicembre organizzata dall'Associazione Enzo Tortora Radicali Milano sono intervenuti: - Virginia Fiume, membro dell'Associazione Enzo Tortora- Radicali Milano e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani - Paolo Frigerio, responsabile riduzione del danno per la Lila Milano - Francesco Poirè, segretario dell'Associazione Enzo Tortora- Radicali Milano - Emiliano Silvestri, segretario dell'Associazione Radicale Senza Fissa Dimora - Maurizio Baruffi, consigliere comunale del Partito Democratico Una sintesi degli interventi: PAOLO FRIGERIO, responsabile riduzione del danno LILA MILANO Al momento in Italia vivono circa 150,000 persone con hiv-aids, sono stime del COA- Centro Operativo Aids dell'Istituto Superiore di Sanità del Novembre 2009. La Lombardia conta il maggior numero di persone che hanno contratto il virus, 1/ 3 di tutti i casi nazionali e di questi la metà nella sola Milano e hinterland. Nel 2008 nella nostra Regione hanno ricevuto prestazione per patologie correlate al virus da HIV più di 40,000 persone, circa 2,000 le persone che ogni anni in Lombardia si rivolgono agli ospedali avendo scoperto di essere sieropositive, a queste persone consapevoli si aggiungono almeno altre 15- 20,000 secondo stime fatte che non sono a conoscenza della propria condizione sierologica. Gli ultimi dati scorporati per modalità di trasmissione indicavano che nel 2005 c'era ancora un 40% di diagnosi di aids legate al comportamento per via iniettiva, contro la media nazionale intorno al 27% e in Europa il tasso è ancora più basso. E' proprio in questa situazione molto grave dal punto di vista epidemiologico che si va a inserire il discorso sulle macchine scambiasiringhe e sull'utilità di queste. Il progetto è da molti anni che è presente sul territorio milanese e tra l'altro esistono anche altre macchine scambiasiringhe in prossimità della città di Milano (penso a Monza, penso a San Giuliano Milanese) quindi il Comune di Milano da questo punto di vista ha incominciato a negare questo tipo di evidenze scientifiche sia a livello cittadino che europeo rispetto a tutti gli interventi e i progetti di riduzione del danno. Sono progetti che sono riconosciuti scientificamente da dati e da raccomandazioni dell'UNAIDS, della Comunità Europea, perfino la Croce Rossa a suo tempo aveva raccomandato questo tipo di politiche e non ultimo il nostro Governo che ha sottoscritto una parte di questi interventi, attraverso le nuove linee di intervento che ha proposto, che ha chiamato PPC, a noi piace di più riduzione del danno, PPC vuol dire Prevenzione Patologie Correlate, dove comunque una serie di interventi è stata riconosciuta come utile. Le macchine scambiasiringhe danno la possibilità alle persone tossicodipendenti che vogliono e che possono, di accedere a materiale sterile. Questo significa meno casi di HIV, sottolineo anche il problema dell'HCV (Epatite C) è un altro problema poco menzionato ma se chiedete a un medico che lavora in un reparto di malattie infettive vi dirà che attualmente muore più gente di HCV che non di HIV e che tra le persone tossicodipendenti il tasso di HCV è altissimo. Quindi meno casi di Hiv, ma anche meno rischi per la popolazione in generale, anche perchè sappiamo tutti che la popolazione tossicodipendete è fortunatamente attiva sessualmente, quindi poi ci sarebbe il discorso sui preservativi, che per il momento sospendiamo. Questo intervento è uno dei diversi tipi di interventi di riduzione del danno, a Milano esistono unità mobili presenti sul territorio milanese, esistono dei drop- in che sono servizi a bassa soglia dove vengono accolte le persone tossicodipendenti, dove oltre a un lavoro di tipo informativo e precauzionale si cerca anche di agganciare le persone da inviare poi ai servizi. Vorrei dire che è un peccato perdere un lavoro che è stato fatto, un lavoro di rete congiunto che ha visto sia le associazioni del privato sociale che lavorano nel progetto, uno studio di fattibilità, contatti con istituzioni pubbliche del territorio, con la popolazione, con le farmacie, ovviamente con l'utenza al target per sensibilizzarla all'utilizzo delle macchinette. Si tratta di un processo che nel cercare il posto adatto al posizionamento delle macchinette veicola informazioni, sensibilizza la cittadinanza. Si tratta di un progetto valido in un contesto in cui spesso si usa il termine "sicurezza" spesso e anche a sproposito, e credo che sia importante che se c'è qualcuno disposto ad ascoltare i cittadini rispetto all'abbandono di siringhe sporche sul territorio e a renderlo più pulito e sicuro questo qualcuno fa solo un discorso pragmatico. Il discorso delle macchine scambiasiringhe è passato sotto le competenze della ASL ma ad oggi a noi non risulta nessun elemento che indichi una volontà di rimettere in moto questo progetto. Tra l'altro i dati che ci provengono rispetto al consumo delle sostanze stupefacenti indicano un incremento del poliabuso, un incremento del consumo per via iniettiva anche tra consumatori occasionali. Dico anche che non c'e' solo un problema di eroina che è un problema che storicamente l'italia ha dovuto affrontare, ma che attualmente c'è il problema della cocaina. E l'uso iniettivo della cocaina è ancora più rischioso perchè da comportamenti di tipo compulsivo maggiori. Concludo dicendo che la nostra organizzazione chiede che al piu' presto venga riavviato il servizio di macchine scambiasiringhe auspicandosi che su questo tema non vi siano più posizioni ideologiche, prive di fondamento scientifico, e che in questa città che purtroppo primeggia in Europa per i decessi per HIV e AIDS si cominci a fare qualcosa di concreto. FRANCESCO POIRE', segretario Associazione Enzo Tortora- Radicali Milano La nostra idea è l'antiproibizionismo. Per noi parlare di riduzione del danno significa scendere sul campo dei proibizionisti. Quando il nostro sindaco ha deciso di chiudere queste macchine per noi è stato importante essere vicini ai cittadini tossicodipendenti che hanno subito questo danno. Noi non ci vogliamo limitare alla riduzione del danno ma la realtà cittadina ci chiama in causa, con il ritorno delle siringhe nei parchi, delle morti per overdose. Abbiamo salutato con favore la proposta di Landi di Chiavenna di distribuire 20,000 preservativi davanti allo stadio Meazza e alla discoteca Alcatraz. Noi crediamo che i preservativi dovrebbero essere distribuiti tutti i giorni e il comune dovrebbe aiutare le associazioni, come la Lila, che si occupano di prevenzione ad agire sul territorio, a parlare nelle scuole. EMILIANO SILVESTRI, segretario Associazione Radicali Senza Fissa Dimora Io vi racconto le firme che abbiamo raccolto su questa petizione. Firme di cittadini milanesi e non che hanno a cuore il bene pubblico: Paolo La Marca e Stefano Carbone, organizzatori della CLAT 4 nel 2007, Pat O'hare, uno dei massimi esperti di riduzione del danno a livello europeo e forse mondiale, Don Luigi Ciotti, Vittorio Agnoletto quando era Parlamentare europeo, Giuliano Pisapia, presidente della commissione che a suo tempo ha curato la riforma del codice penale. Questi amministratori e personaggi come Letizia Moratti non vogliono governare i problemi del mondo, ma imporre il loro stile di vita. Una volta il medico John Marx di Liverpool mi disse che per chi è dipendente da sostanze come l'eroina questa è come un bastone e che è importante mantenerli nelle migliori condizioni di vita possibili fintanto che hanno bisogno di quel bastone. L'atteggiamento che invece viene preferito da chi è ora al governo è passare di fianco a queste persone e prenderle a calci. La vicenda di Bianzinoe Cucchi sono la testimonianza di come ormai si sia deciso che il problema non è governare le situazioni, ma eliminare queste speci di sottouomini che non corrispondono ai canoni ariani che evidentemente il nostro sindaco ritiene utili per un mondo migliore. I radicali con questa petizione hanno fatto un'opera di supplenza e la speranza è che da questa consegna di firme nasca un risveglio di interesse e che altri vogliano candidarsi come i radicali vogliono fare, al governo delle situazioni, al governo del paese, al posto di coloro che non hanno interesse per il bene della collettività. Venite a firmare, dateci una mano, venite dai radicali, perchè questo paese ha davvero bisogno di gente che voglia salvarci dalla catastrofe imminente. MAURIZIO BARUFFI, consigliere comunale del Partito Democratico Milano ormai è gemellata con San Patrignano, il sindaco ha quindi imposto una politica sulle tossicodipendenze perfettamente in linea con i dettami di San Patrignano e la filosofia drug free. Sono stati tagliati i fondi a tutti quei progetti che avevano a che fare in qualche modo anche solo di striscio con la riduzione del danno. Una delle mosse è stata quella di disattivare le macchinette, lasciandola in capo alla ASL dal punto di vista burocratico, ma di fatto dicendo chiaramente in termini politici "questa cosa non la vogliamo più". Quindi a Milano assistiamo a un passo indietro clamoroso nei confronti della prevenzione della diffusione dell'aids e a una regressione generalizzata di tutte le scelte dell'amministrazione. Per cui da un lato c'e' la propaganda legata al test del capello su cui si vuole dare l'immagine di una milano drug free. Io ho fatto il test del capello da antiproibizionista per dimostrare che forse non c'e' nulla di male se si consuma qualche volta qualche sostanza, vedremo quando usciranno i risultati. Ma al di là di questo gli occhi chiusi di fronte alla realtà di una città in cui le sostanze vengono consumate, la tossicodipendenza esiste, il contagio e la diffusione dell'aids continuano ad esistere anche attraverso la via dello scambio di siringhe. Io ho presentato un'interrogazione all'Assessore Mojoli nel mese di ottobre, ci sono 30 giorni di tempo. La risposta non è arrivata, ma se anche dovesse arrivare sarà poco soddisfacente, non tanto per quanto riguarda il punto di vista, quanto per la scarsa documentazione che viene fornita quando si fanno interrogazioni. PAOLO FRIGERIO - Colgo l'ccasione per ricordare che la sede della Lila è sotto sfratto, il 31 gennaio saremo costretti a uscire e ad oggi non abbiamo ancora trovato una sistemazione. Ricordo che probabilmente un'associazione che da 20 anni storicamente lavora sul territorio sia un patrimonio un po' di tutti e con questo sfratto si perde qualcosa di importante - Ricordo anche la campagna di promozione e sensibilizzazione all'uso del profilattico "yes, we condom- scatto anch'io" con cui chiunque può dare il suo contributo www.lila.it |
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